Torrecuso: venerdì l’inaugurazione di “Flash City 4.0”, la mostra dell’artista sannita Leonardo Pappone

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Torrecuso. Si inaugura venerdì 1^ settembre 2017, nell’ambito della 43^ edizione di Vinestate, la mostra dell’artista sannita Leonardo Pappone “Leopapp”, dal titolo: Flash City 4.0.

Flash City 4.0. L’esposizione, comprende opere inedite ed opere recenti realizzate sul materiale preferito dall’artista: tele realizzate con la juta recuperata dai sacchi di trasporto del caffè. Proprio seguendo i passi dell’aroma mondiale per eccellenza, si intraprende un viaggio tra reale ed immaginario in una città che respira, vive, si erge, si scompone e si rinnova continuamente. Enigmatiche costruzioni che, modificano inesorabilmente il paesaggio naturale, fino ad apparire una sorta di organismo vivente indefinito con tutta la loro dolcezza ed aggressività. Forme diverse e colori cangianti in perenne metamorfosi, al di fuori di predeterminati termini spazio-temporali . Un ideale abbraccio alla complessità del nostro presente dove le città vivono una sorta di turbino continuo fatto di contraddizioni e mescolanze di popoli, di culture e costumi.

Al Vernissage, interviene il Prof. Giuseppe Leone, sono previsti i saluti da parte del Sindaco del comune di Torrecuso dr. Erasmo Cutillo e dell’assessore alla cultura D.ssa Alessandra Limata.

PROFILO BIOGRAFICO

Leonardo Pappone nasce il 14 marzo 1958 a Montefalcone di Val Fortore (BN). Vive a Campobasso.
Fin da giovanissimo si interessa all’arte e alla pittura, partecipando a mostre e concorsi nei quali riscuote fin da subito significativi consensi, sia di pubblico che di critica. L’arte tuttavia si manifesta come interesse primario extra-professionale, consentendogli di intrecciare rapporti con colleghi artisti, con i quali avvia numerosi progetti multidisciplinari, che sfociano in eventi culturali e rassegne d’arte dove accresce la propria notorietà all’interno dell’establishment accademico.

Nel 1998 consegue l’abilitazione alla professione di Avvocato; diviene poi pubblicista, curando la redazione di articoli e saggi per giornali, periodici e per la stampa specializzata. Fin dagli esordi artistici Pappone colloca al centro dei suoi lavori l’uomo con la sua affascinante dimensione segnica; nella ricerca di un proprio linguaggio sarà dunque stimolato dall’urgenza di ripercorrerne le tappe evolutive, dall’arte rupestre al fenomeno dei graffiti statunitensi, ma anche dai murales messicani e dagli intonaci orientali, dando vita a quella raffigurazione allegorica correlata alla matrice di protesta e dissenso dei movimenti di opposizione. Attratto, dunque, dalla Street Art e dalle tematiche dei writers metropolitani, Pappone elabora in arte un suo personale codice espressivo, che lo rende riconoscibile a tutti, sostenuto e incoraggiato dal “sistema mercato” e dalla critica. Ha all’attivo numerose mostre, sia personali che collettive, con un palmarès di ambìti premi e riconoscimenti ed affermazioni pubbliche.

Si sono occupati della sua produzione numerose personalità del mondo dell’arte, tra cui Lorenzo Canova, Massimo Rossi Ruben, Silvia Valente, Antonietta Campilongo, Peppe Leone, Antonio Petrilli, Mario Lanzione, Nicola Maria Di Iorio, Maurizio Vitiello, Augusto Ozzella. Le sue opere sono presenti in molti legati artistici e collezioni private, sia in Italia che all’estero. Firma le sue opere con lo pseudonimo di “LeoPapp”.