Caso mensa, intervengono i grillini sanniti

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Mensa scolastica, servizio affidato nuovamente alla Quadrelle 2001

Caso mensa, intervengono i grillini sanniti. Fioccano nuove polemiche al bando e al disciplinare

Stamattina, con un comunicato stampa il movimento Cinquestelle di Benevento è intervenuto sul caso mensa e sulla pubblicazione del disciplinare e del capitolato sul sito web del comune di Benevento.

Caso mensa, intervengono i grillini sanniti
Caso mensa, intervengono i grillini sanniti

I grillini sanniti, nel comunicato hanno sottolineato che dalla lettura del capitolato speciale di appalto del 28 luglio non si fa menzione delle delle spese previste per adeguare sia il plesso scolastico di Capodimonte (di proprietà del comune) a centro cottura che le 15 scuole comunali, annesse al servizio, a refettorio con il metodo dello scodellamento.

In pratica chi si aggiudicherà il bando dovrà, con i circa 5€ a pasto (importo posto a base d’asta più conseguente ribasso percentuale), provvedere sia a tutte le spese necessarie per fornire quotidianamente i pasti dal lunedi al venerdi che a strutturare sia il centro di cottura a Capodimonte che i refettori scolastici, quest’ultimi utilizzati per lo scodellamento dei pasti.

Da sottolineare che la ditta aggiudicataria deve provvedere all’acquisto di generi alimentari della migliore qualità ed a fine bando (31/05/2018) deve lasciare tutte le opere realizzate al comune.

Il bando inoltre, sottolinea il movimento Cinquestelle prevede solo il criterio di aggiudicazione dell’offerta al ribasso contrapponendosi ai criteri di qualità degli alimenti, primo tra tutti, l’adozione dei prodotti biologici, senza far riferimento alla recente legge n. 128 del 8/11/2013 ove all’art. 5 quater è riportato testualmente che “Nei bandi delle gare di appalto per l’affidamento e la gestione dei servizi di refezione scolastica e fornitura di alimenti alle scuole pubbliche che abbiano come utenti bambini e giovani fino a 18 anni, i relativi soggetti appaltanti devono prevedere che sia garantita una adeguata quota di prodotti agricoli e agroalimentari provenienti da sistemi di filiera corti (Km0) e biologica, nonché l’attribuzione di un punteggio per le offerte dei servizi e forniture rispondenti al modello nutrizionale denominato “dieta mediterranea” consistente in una alimentazione in cui prevalgano i prodotti ricchi di fibre, in particolare cereali integrali e semintegrali, frutta fresca e secca,…..”. Lascia perplesso il fatto che anche la dietista che ha redatto le schede ed i menù giornalieri non faccia particolare riferimento all’uso quasi esclusivo di cereali integrali e/o semintegrali quale pane, farine…etc.

La poca o nulla sensibilità sull’uso nei pasti – continuano i grillini sanniti – almeno in quota parte, dei prodotti biologici ed a filiera corta mostrata dal presente bando è stata anticipata anche dal  sindaco Pepe in occasione dell’incontro tenutosi lo scorso 21 luglio in cui dichiarò che organizzare una cosa del genere nella nostra città era molto complesso.

I grillini sanniti, contestano l’affermazione del sindaco, vista la realtà agricola del nostro territorio, “la cosa” si potrebbe organizzare nel giro di pochi giorni, dando inoltre grosso impulso al nostro già martoriato settore agricolo.

Ulteriori contestazioni presentate dal movimento Cinquestelle al bando e al disciplinare riguardano i seguenti punti:

. incoerenza sull’uso dei prodotti surgelati tra quanto riportato nel bando (obbligo di utilizzo prodotti vegetali freschi) e quanto nei menù della dietista (che prevede per esempio l’uso di piselli e carote surgelati);

. uso solo di carni di provenienza nazionale (riportato nelle schede tecniche dei singoli alimenti dalla dietista), però poi si scrive che il bollo sanitario nazionale sulle carni sezionate non è garanzia di provenienza italiana;

.non è ammesso l’uso di carni provenienti da allevamenti intensivi (riportato nelle schede merceologiche dalla dietista), ma poi viene spontanea la domanda: le carni bovine, suine ed avicole riportate nei diversi menù da quali allevamenti provengono se non da quelli intensivi

In conclusione preme sottolineare ai grillini sanniti che oltre alle varie criticità esposte, nel presente bando, che coinvolge direttamente la salute ed il benessere dei  bambini, non è stata assolutamente posta la necessaria e dovuta sensibilità nel “ripristinare un clima di fiducia con i cittadini beneventani” così come testualmente affermato dal sindaco dopo i recenti problemi con la precedente gestione. Infatti la totale mancanza di riferimenti ad una mensa di qualità e l’incapacità di attuare finalmente una proposta di mensa “sostenibile”   con uso di prodotti locali, sani, genuini, provenienti da agricoltura biologica o integrata creerà sicuramente maggiore distacco e sfiducia dei cittadini rispetto alla amministrazione comunale.