Home » Attualità » I Botanici: posano le “ciabatte” e piantano un disco

I Botanici: posano le “ciabatte” e piantano un disco

Dopo la “demo in ciabatte” i Botanici continuano a mettere in circolo la propria musica. “Magari si” è il primo singolo che anticipa l’uscita del disco.

“Abbiamo deciso di piantarla e di metterci a suonare” – I Botanici –

I Botanici sono una band indie/alternative/post-emo nata a Benevento nel 2015 e caratterizzata da influenze emocore, post-punk, post-rock.

L’esordio del gruppo beneventano avviene nel novembre del 2015 con tre inediti: Non sbaglio più, Io non credo, C’avremo tanto da fare, contenuti in “Demo in ciabatte”.

I loro testi parlano di amori spontanei, storie che hanno lasciato un segno, sentimenti e stati d’animo che vanno dall’amore, alla solitudine fino ad arrivare alle generali paure ed incertezze tipiche della post-adolescenza.

Hanno aperto e condiviso il palco con diverse band come Fast Animals and Slow Kids, Pan del Diavolo, Selton, Mary in June, Action Dead Mouse, GOMMA.

In aprile 2016, presso il Donkey Studio, I Botanici registrano le tracce che saranno sul loro primo disco in uscita il 7 aprile 2017 per l’etichetta Garrincha Dischi, sotto la produzione di Alberto Bebo Guidetti membro de Lo Stato Sociale.

La prima ed unica formazione de I Botanici vede: Mirko Di Fonso (Fons) alla voce e chitarra, Gianmarco Ciani (Il Ciani) alla chitarra e seconda voce, Antonio Del Donno (Toni) al basso e tastiere ed infine Gaspare Vitiello (Gas) alla batteria.

L’intervista

 1)      Dell’album in uscita ne dobbiamo assolutamente parlare quando uscirà, ma una o anche due domande ve le vorrei fare: una panoramica generale sul disco ed anche due battute sul brano “magari si” che anticipa il disco del prossimo 7 aprile. 

                  di Dianthus

Sicuramente l’argomento disco l’approfondiremo dopo l’uscita il 7 aprile. Il disco si intitola “Solstizio” e uscirà per Garrincha dischi, etichetta bolognese tra le più conosciute  nell’indie italiano e già etichetta di altre band come Lo Stato Sociale, L’officina della Camomilla, ex-otago, l’orso, management del dolore post operatorio e molti altri. Siamo molto contenti quindi di entrare in questa grande famiglia. Il disco si compone di 8 tracce per un totale di 30 minuti. Troverete anche i tre pezzi della “demo in ciabatte” ri-arrangiati e contiene un paio di collaborazioni che scoprirete. Sul brano magari sì pare stia girando bene e sia piaciuto. Tra i commenti you tube ci suggeriscono che la ragazza era un po’ sudata!

2)      Avevo detto una sola domanda, ma anche questa è importante. Dalla “demo in ciabatte” ad un vero e proprio disco. Come siete riusciti in meno di 2 anni a concentrare idee, forza, coraggio e dedizione per far nascere questo primo album, che ricordiamo uscirà il prossimo 7 aprile?

Per una band due anni sono il giusto tempo per riuscire a fare un disco. Il primo album giustamente è sempre il più duro dato che ti ritrovi a fare una cosa che non avevi mai fatto. Anche perché dietro la produzione di un disco ci sono stante di quelle cose che ben potete immaginare. Però anche se con non poche difficoltà ce l’abbiamo fatta e siamo soddisfatti di quello che è uscito quindi ci auguriamo che possa piacere ai nostri fan che già ci seguono e al pubblico che deve ancora conoscerci.

3)      Siete un gruppo composto da 4 persone, e quindi più di una domanda mi è concessa. Come vi siete conosciuti? C’è stata subito armonia tra voi, o le diverse influenze musicali hanno creato di tanto in tanto qualche scintilla? C’è stato un momento, soprattutto all’inizio, dove avete pensato di mollare ancor prima di cominciare? Chi di voi 4 alla fine dei concerti ha più successo con le ragazze e perché no, anche con i ragazzi?

Gianmarco e  Gaspare già si conoscevano. Poi ad inizio del 2015 tramite un’amica in comune hanno conosciuto me (fons) e mettendoci a parlare di musica qualche giorno dopo ci siamo organizzati per divertirci in una sala prove. Suonavamo pezzi indie italiani tanto per divertirci. Dopo qualche mese si è aggiunto Antonio e abbiamo iniziato a scrivere i nostri primi pezzi. Sicuramente il processo di scrittura mette di fronte spesso a conflitti di idee e differenti visioni di quello che sarà il pezzo soprattutto perché veniamo da generi diversi. Abbiamo però provato a fare di questo un punto di forza. Detto ciò non abbiamo mai pensato di mollare perché se vuoi ottenere qualcosa non puoi permetterti manco di pensare ad una cosa del genere. Riguardo a chi ha più successo con le ragazze a fine concerto vieni a vederci e puoi vedere con i tuoi occhi.

4)       La musica sta cambiando, sempre più influenze e contaminazioni vanno a determinare l’identità sonora di un gruppo, i Botanici si riesco ad immaginare ad esempio negli anni ’90? Cosa credete cambierebbe per voi? La vostra musica esploderebbe subito o non ci sarebbe posto per questi ritmi?

Alcune recensioni del singolo da poco uscito ci dicono che la nostra musica appartiene un po’ a quegli anni lì. Probabilmente perché li abbiamo veramente vissuti e forse ora li guardiamo con un po’ di nostalgia. Cazzo gli anni novanta! C’è da dire che oggi l’internet può dare una grande mano a farti emergere e a farti arrivare a qualcuno. Probabilmente saremmo usciti comunque ed avremmo utilizzato altri mezzi. Ti ricordo che per farci conoscere da Bebo (che poi ha prodotto il nostro disco) gli abbiamo consegnato la demo a mano incisa su un verbatim. Nulla di tecnologico. Fortunatamente i rapporti umani ancora contano.

5)      Nel 2017 quanto pesa essere un gruppo di Benevento? In città-metropoli come Napoli, Roma, Milano, Bologna avreste potuto fare meglio?

Vivere in un grande centro aiuta per il fermento che c’è tra la gente, tra il pubblico che è più attento alle nuove uscite e sicuramente hai più scelta tra i professionisti di supporto che ruotano intorno alla produzione di un disco e alla sua promozione. A volte stare in un piccolo centro può aiutarti a finire subito sotto i riflettori però ti accorgi che ti trovi davanti a dei limiti dettai dal contesto in cui vivi. Diciamo che ci sono meno pro che contro. In ogni caso gran parte della musica viene dai grandi centri quindi la risposta viene da sé.

6)      Ultimissima domanda. Molte altre band giovani come voi, che hanno lo stesso vostro genere, hanno optato per cantare le loro canzoni in lingua inglese, voi no! Perché questa scelta?

Fondamentalmente un po’ perché io (fons) che scrivo i testi non ho la fluidità della lingua inglese quindi mi ritroverei a scrivere banalissime frasi da canzoni consuma-getta, un po’ perché è stata anche quella una scelta fin dall’inizio di scrivere in italiano per arrivare a qualcuno subito, in maniera semplice e diretta. Per la musica che facciamo ci vediamo bene in Italia quindi preferiamo l’italiano. Nulla toglie che un tour all’estero non si possa pensare. Sono cose a cui penseremo più in là.

Credit foto: Zoe Ferr



GUARDA, ASCOLTA .... SCRIVI !!!
Leggi e Commenta le nostre notizie e rimani aggiornato con un LIKE sulla nostra pagina FB

About Alessio Dicuonzo

Alessio Dicuonzo
Classe 1992, studente in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa di Napoli, passione giornalismo!

Check Also

I Sancto Ianne festeggiano 25 anni: concerto-evento a Piazza Castello

I Sancto Ianne festeggiano 25 anni di attività con un concerto-evento a Benevento in Piazza …