Vigili del Fuoco: il comandante Di Tullio interviene sull’emergenza incendi e la carenza del personale

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Vigili del Fuoco Benevento. Stamane, presso il comando provinciale si è tenuta una conferenza stampa sull’emergenza incendi e la carenza del personale. “Un’annata disastrosa– spiega Di Tullio che poi specifica- il problema della carenza non riguarda solo il nostro comando ma tutta la penisola.”

La campagna incendi boschiva (AIB) di quest’anno ha messo a dura prova il Comando di Benevento che è stato impegnato senza sosta. “Rispetto allo scorso anno il numero di interventi è aumentato notevolmente. Dal 17 luglio ad oggi oltre 1395 interventi con codice 301 ovvero incendi boschivi e sterpaglie” ha spiegato il comandante dei Vigli del Fuoco di Benevento Michele Di Tullio. 

Le criticità sono state localizzate su tutto il territorio ad iniziare dalla valle telesina (comuni di Faicchio, San Salvatore, Guadia San Framondi, San Lorenzo Maggiore e San Lupo) ove, in alcuni casi le fiamme, alimentate dai venti caldi, complici instancabili dei tanti focolai di incendio, hanno indotto ad evacuare alcune famiglie le cui case sono state lambite dal fuoco. Non è mancato il monte Taburno con i sui comuni a partire da Apollosa, Cautano, Tocco Caudio,  di recente, un paio di giorni fa, addirittura vi è stato un fronte di fuoco attivo su diverse aree della provincia; in particolare, la struttura di soccorso è stata potenziata con il raddoppio dei turni  (circa 50 unità al giorno)  distribuiti nelle sedi di servizio.

Non solo incedi, nel quadro operativo del comando provinciale rientra anche la collaborazione nata, all’indomani del Protocollo di Intesa, tra i Vigili del Fuoco e la Procura di Benevento. Da questa preziosa collaborazione è emerso un alto dato di incendi di auto, autocarri e moto per un totale di 71 incendi. Inoltre, l’attività del comando comprende anche una collaborazione con la Polizia Giudiziaria che ha portato all’apertura di oltre 80 fascicoli in merito all’incendio di capannoni, tenute agricole etc.

Tornando al tema incendi, Di Tullio ha spiegato che sono molteplici le possibili cause di incendio e tra le principali ci sono:

-Il clima e l’andamento stagionale che è  fondamentale nel predisporre una situazione di favore allo scoppio dell’incendio, per cui, periodi di mancata pioggia e di alte temperature, determinano condizioni di estrema pericolosità.

Il depauperamento e lo spopolamento delle zone dell’alta collina e della montagna. Ne è testimonianza l’abbandono nel tempo di tutte quelle pratiche agronomiche e selvicolturali che  in passato venivano effettuate nelle campagne e nei boschi, con il risultato di rendere il bosco meno soggetto al fuoco.

La circolazione veicolare. Infatti si vede che ad un progressivo aumento degli autoveicoli circolanti e dello sviluppo viario, aumentano in progressione gli incendi boschivi. E dal rilevamento dei punti d’innesco del fuoco si evince come moltissimi incendi abbiano inizio dal bordo di strade ed autostrade.

Cause dolose e volontarie: sono definite come quelle concepite e determinate dalla volontà di uomini che al costo di un fiammifero ottengono benefici personali per i quali la società pagherà prezzi altissimi, distruzione di un bosco, per tempi molto lunghi,ricostruzione dell’ecosistema.

Ancor più svariate le motivazioni:

-la prospettiva di un profitto, allo scopo di creare terreni coltivabili e di pascolo;

-bruciatura di stoppie e cespugli, per la pulizia del terreno, in vista della semina;

-incendio del bosco per trasformare il terreno rurale in edificatorio, per determinare la creazione di posti di lavoro;

-impiego del fuoco per operazioni colturali nel bosco per risparmiare mano d’opera, per approvvigionamento di legna.

-vendetta per liti tra privati, contro i “pubblici poteri”, per aver subito un atto che si ritiene ingiusto quale un esproprio oppure per proteste contro restrizioni all’attività venatoria o contro la definizione di aree protette con vincoli ambientali.”

Dunque, un fuoco che paghiamo caro. “Oltre alle vittime umane, spesso coinvolte negli episodi incendiari più gravi, il ‘bene’ natura’ è quello più colpito. Secondo uno studio del WWF condotto in Spagna, il danno economico causato dagli incendi forestali corrisponde a 5.500 euro per ettaro di bosco incendiato, senza considerare i danni permanenti e il valore delle specie animali e vegetali distrutte. Le foreste offrono infatti servizi naturali importantissimi per la vita dell’uomo e dell’ambiente. Occorrono circa 100 anni a un bosco di latifoglie, come le faggete e quercete, per recuperare, la macchia mediterranea alcune decine” ha sottolineato, con preoccupazione, il comandante Di Tullio.

In conclusione, Di Tullio, è intervenuto in merito al tema della carenza di personale e mezzi affermando che il problema esiste ma accomuna tutti i comandi nazionali, non solo quello di Benevento. “Si pensi che sull’intero suolo nazionale sono operativi solo 36 velivoli antincendio e nonostante ciò, quest’anno in Campania, sono stati spenti ben 187 incendi con l’aiuto della flotta. Relativamente al comando di Benevento il comandante ha affermato: “E’ evidente che c’è carenza di personale, ad esempio il nostro comando conta 180 vigili operativi che sono molto pochi relazionati alle richieste di soccorso e agli interventi d’emergenza di quest’anno”.