Allarme randagismo, dibattito alla provincia



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Allarme randagismo: convegno promosso dalla provincia

Nella zona appenninica del centro-meridione sono presenti non meno di 1.200 lupi, molti di più di quanti popolano le Alpi, ma non è questo il problema principale per le greggi e gli altri animali che vedono il loro maggiore nemico nei cosiddetti “ibridi“.

Questo è uno degli aspetti che è emerso al Convegno svoltosi al Musa in contrada Piano Cappelle sul tema: “Randagismo, lupi ed ibridi in Provincia di Benevento”, promosso dalla stessa Provincia. Con il termine “ibridi” si intendono: o i cani comuni che vengono abbandonati nelle campagne, i randagi o i cani che si sono accoppiati con gli stessi lupi. I cani comuni abbandonati, rinselvatichiti, rappresentano un concreto pericolo per l’uomo anche più del lupo. Il fenomeno negli anni scorsi divenne talmente preoccupante nel Sannio che il Servizio Forestazione della Provincia curò con l’Istituto di Gestione della Fauna onlus e personalmente con il dott. Sabatino Troisi, una rilevazione sulla presenza di questi canidi sul territorio provinciale.

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Allarme randagismo, dibattito alla provincia

E proprio questo studio sul randagismo, che ha richiesto un anno di appostamenti nei luoghi strategici soprattutto dell’Alto Sannio e del Fortore, è stato presentato al Musa. Ciò ha consentito di avere a disposizione dati certi sulla popolazione di canidi per studiare misure appropriate. La rilevazione è stata eseguita dal Matese e dal Molise fino in Puglia attraverso il Sannio nei territori di Pietraroja, Cusano Mutri fino a Castelfranco in Miscano verso la Daunia. La stima è che per ogni Km quadrato sia presente 1,7 esemplari di canidi, pari ad 1/3 in meno dei canidi presenti nel resto della Regione.

La rilevazione, coerente con la stima nazionale, evidenzia, però, un forte aumento della presenza dei lupi dopo la quasi estinzione registrata alla fine degli Anni Cinquanta. Tale aumento si accompagna con la crescita degli ibridi con gravi effetti sulla zootecnia, uno degli elementi portanti dell’economia agricola locale. A tutto questo si aggiunge il preoccupante fenomeno degli incroci fatti dagli uomini tra veri lupi e cani-lupo o cani pastore che, sfruttando Internet, mettono in circolo canidi sui cui comportamenti e sulle cui reazioni nel lungo periodo non esistono certezze e per i quali pertanto sarebbe necessario assumere ogni cautela. Infine, c’è il fenomeno di chi si porta a spasso, con tanto di guinzaglio e collare, un vero e proprio lupo. Tutto questo non fa che aumentare i pericoli di attacco alle greggi e agli stessi esseri umani.

Sarebbe necessario un maggior senso di responsabilità da parte dei proprietari di cani: non abbandonare i nostri amici a quattro zampe è il primo comandamento. Infatti, quando si abbandona un cane, questo diventa un problema del Sindaco e della collettività: ogni cane costa non meno di 400 Euro l’anno al canile e poiché nel Sannio ci sarebbero almeno 60 mila cani è facile dedurre l’entità del problema. L’Asl ha elaborato un programma per abbattere i costi tenendo in canile per 60 giorni i cosiddetti “cani vaganti” perché senza padrone fino a quando non ne trovano uno nuovo. Ma c’è bisogno di un miglior coordinamento istituzionale e di una legislazione più chiara soprattutto in fatto di individuazione di responsabilità. Le conclusioni del dibattito sono state che occorre rimettere mano a tutte le politiche per le aree montane, individuando Soggetti istituzionali certi ed evitando la confusione attuale che genera ulteriore confusione.

Nelle Sale del Musa ha esposto con la mostra “Cosa sognano i lupi” il giovane pittore, appena maggiorenne, Simone Notari, il quale ha trovato proprio nei quadri un suggestivo strumento di comunicazione con il mondo esterno, superando così quelle difficoltà che lo condizionano da sempre. È proprio il lupo il soggetto preferito delle sue storie e delle sue narrazioni in pittura: più in generale, Notari ha un forte rapporto con la Natura e i colori sgargianti che utilizza sono il segno della sua stupefazione.

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