Apice celebra la Giornata della Memoria, intervista a Gabriele Greco



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Gabriele Greco

Intervista all’attore Gabriele Greco che, in occasione della Giornata della Memoria, ha regalato agli alunni dell’Istituto Comprensivo “E. Falcetti” una lettura originale di alcuni passi del romanzo di Fred Uhlman, “L’amico ritrovato”

Una storia finita nel vento, che ha l’obbligo di non verificarsi mai più. Una storia accaduta settant’anni fa, ma osservata con lo sguardo giovane degli alunni dell’Istituto Comprensivo “Emanuele Falcetti” di Apice e Paduli che, questa mattina, hanno celebrato la Giornata della Memoria.  Nel ricordo di milioni di persone sterminate, il dirigente scolastico, Eduardo Falbo, e l’assessore alle politiche giovanili, Giuseppina Giangregorio, hanno ospitato un evento letterario ispirato al romanzo “L’amico ritrovato” e diretto dal regista Giambattista Santi. Organizzata presso l’Hotel Ristorante Licciardi, la rappresentazione ha visto la partecipazione straordinaria dell’attore Gabriele Greco. Di fronte a una platea di bambini, giovani, docenti e rappresentanti delle istituzioni locali, l’artista siciliano ha drammatizzato il capolavoro di Fred Uhlman. Una lettura emozionate che, accompagnata dalle musiche di Christophe Baratier, è stata intervallata dalla proiezione di scene tratte dall’omonimo film di Jerry Schatzberg. Per capirne di più abbiamo intervistato l’ospite d’onore della giornata. Ecco cosa ha detto ai nostri microfoni Gabriele Greco.

Gabriele Greco

Nella giornata odierna, ad Apice, è stato organizzato un evento letterario, che trae spunto dal celebre romanzo di Fred Uhlman “L’amico ritrovato”. Che cosa racconta il capolavoro dello scrittore tedesco?

Il romanzo, ambientato a Stoccarda durante gli anni dell’ascesa del nazismo, narra dell’amicizia, nata sui banchi di scuola, tra Hans e Konradin, due ragazzi appartenenti a differenti classi sociali. Il primo ha origini ebraiche, il secondo proviene da una nobile famiglia tedesca. Tra i due protagonisti sboccia subito un’amicizia profonda che, però, viene turbata dall’ideologia razzista, teorizzata dal Adolf Hitler e appoggiata dalla famiglia di Konradin. Il ragazzo tedesco decide, per questo motivo, di rinnegare l’amico ebreo, il quale, per sfuggire alla furia nazista, emigra in America. A distanza di molti anni dalla fine della guerra, ad Hans arriva una lettera proveniente dal liceo che aveva frequentato. Nella missiva c’è la richiesta di un contributo economico per la costruzione di un monumento agli studenti caduti durante il secondo conflitto mondiale. Scorrendo la lista, Hans legge, con grande stupore, il nome del suo vecchio amico di scuola, Konradin. Accanto a quel nominativo c’era scritto che era stato giustiziato per aver partecipato nella congiura per uccidere Hitler. Ed è a quel punto che Hans matura la consapevolezza di aver ritrovato un amico.

Come nasce l’idea di narrare la persecuzione degli ebrei attraverso il romanzo di Fred Uhlman?

Celebrare la Giornata della Memoria riveste una importanza capitale. Questo giorno deve rappresentare l’occasione per non dimenticare. Ma è fondamentale che l’orrore della Shoah venga ricordato sempre, non soltanto il 27 gennaio. I motivi per i quali abbiamo deciso di raccontare ai ragazzi lo sterminio degli ebrei attraverso questo romanzo sono molteplici. Innanzitutto l’amicizia tra Hans e Konradin, che nasce proprio tra i banchi di scuola dove oggi siedono i tanti giovani che hanno assistito alla rappresentazione. In secondo luogo, crediamo che narrare le vicissitudini di due giovani, che circa settant’anni fa avevano la stessa età dei nostri ragazzi, sia fondamentale per catturare la loro l’attenzione. Riteniamo che, per una questione anagrafica i giovani siano più predisposti, rispetto agli adulti, a comprendere  l’emotività, l’ideologia, i moti dell’animo dei protagonisti di questo libro.

Gabriele GrecoLa sua carriera è costellata da importanti esperienze nel mondo del teatro. Prima di debuttare in televisione e al cinema, lei infatti ha partecipato a numerosi tournée teatrali. Che cosa significa per un attore cimentarsi in una rappresentazione incentrata su un argomento come lo sterminio degli ebrei?

È una grande responsabilità, ma è soprattutto una scelta. Sarebbe più semplice dedicarsi a una rappresentazione teatrale di carattere leggero. Tuttavia a me piace lasciare un segno, stimolare nei ragazzi un momento di riflessione. La conoscenza culturale presuppone una consapevolezza della storia del mondo e del proprio Paese.

Qual è la più grande lezione che ci viene dal romanzo “L’amico ritrovato”?

Ritengo che il significato profondo del romanzo risieda nel tema dell’amicizia. L’amicizia ritrovata solo in tarda età, quando il destino purtroppo aveva già segnato le vite dei due protagonisti. In particolare quella di Hans che, costretto a cambiare radicalmente la propria esistenza, risulta profondamente deluso dall’atteggiamento di Konradin, il quale, almeno inizialmente, segue le orme della famiglia. È un po’ come quando un figlio si trova a tifare la squadra di pallone sostenuta dalla propria famiglia.

La Shoah non è un soggetto troppo forte da raccontare ai bambini? Qual è il modo più giusto per farlo?

DSC_0393Ai bambini bisogna raccontare quanto accaduto come una favola, in cui c’è un cattivo che deve essere sconfitto. È necessario farlo con un tono fiabesco, senza utilizzare immagini forti, che possono causare nei bambini dei traumi indelebili.

Una migliore conoscenza dell’olocausto quanto sarà utile alle generazione del nuovo millennio?

Conoscere la storia, soprattutto gli eventi più drammatici, è utile a innestare nei ragazzi valori come la fratellanza e il rispetto. L’amicizia, che non deve mai pretendere, è anche amore. Un insegnamento che emerge dal romanzo e che noi vogliamo trasmettere agli alunni delle scuole affinché essi muovano il loro passi nel rispetto dell’altro.

Negli ultimi mesi abbiamo assistito al dilagare di forze di estrema destra di stampo nazista. Sulla memoria, secondo lei, l’Italia e il mondo hanno ancora del lavoro da fare?

Sarebbe opportuno concentrare l’attenzione su coloro che fomentano certe ideologie di stampo nazista, senza però creare allarmismi. Quello che è accaduto in Francia ci dimostra come sia ancora radicata la tendenza a uccidere il prossimo perché diverso da come percepiamo noi stessi. I governi per arginare questi fenomeni non dovrebbero limitare la libertà di movimento delle persone, ma estirpare il problema alla radice. Detto questo, credo sia necessario monitorare più attentamente l’ingresso nei nostri Paesi di quei soggetti considerati pericolosi.

Negli anni ha dimostrato al grande pubblico di essere un ottimo attore, e oltretutto risulta impegnato nel sociale. Può raccontarci quali sono i suoi impegni in questo settore?

Amo impegnare parte del tempo che dedico al lavoro anche in esperienze che, incentrate su tematiche importanti, siano in grado di migliorarmi soprattutto dal punto di vista umano. Il personaggio che interpretavo in “Capri” era affetto da sclerosi multipla. Poi, per caso, sono stato coinvolto dall’Aism, l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla, nella realizzazione di spot finalizzati alla raccolta di fondi per sostenere la ricerca. Sono iniziative importanti perché diffondono una maggiore consapevolezza di questa terribile malattia che, purtroppo, non è stata ancora sconfitta.

Il grande pubblico ha avuto modo di apprezzare le sue doti di attore soprattutto in tv, e in particolare in fiction e soap opera. Cosa hanno significato per lei queste esperienze?

La partecipazione a fiction di respiro nazionale ha costituito per me una fonte di arricchimento professionale. La televisione dà una forte spinta alla carriera. Il piccolo schermo garantisce visibilità e apre tante porte. Allo stesso tempo, credo che un artista possa intraprendere anche un percorso alternativo a quello della televisione, che risponda alle proprie inclinazioni.

Un’ultima domanda. Attualmente sta lavorando anche come regista ad una pellicola per il grande schermo. Come procede e quali sono i suoi progetti futuri?

Per il momento sono concentrato su “Squadra Antimafia”, in cui interpreto la parte del cattivo. La fiction andrà in onda quest’anno, tra settembre e ottobre.

Le fotografie sono di Maria Zullo.

 

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