Arpaise, convegno sulla desertificazione demografica



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DESERTIFICAZIONE DEMOGRAFICA

Arpaise – Il convegno sui piccoli comuni e la desertificazione demografica chiude il programma di eventi culturali della XIII edizione della manifestazione “Tra Lucciole e stelle”

Ieri pomeriggio alle ore 18:00, nella sala consiliare del comune  di Arpaise, si è tenuto il convegno dal tema:”I piccoli comuni e la desertificazione demografica”.

Il convegno, ha chiuso il programma di eventi culturali della XIII edizione della kermesse “Tra lucciole e stelle”, organizzata annualmente dalla ProLoco “Generoso Papa”  con il patrocinio del Comune di Arpaise, dell’EPT, dell’UNPLI e della Provincia di Benevento.

L’evento, ha visto la partecipazione e l’intervento di alcuni amministratori comunali dei paesi del circondariato, tra i quali: il sindaco di Apollosa  Marino Corda, il vicesindaco di Pannarano Antonio Iavarone, il vicesindaco di S.Leucio del Sannio   Giovanna Tozzi e del sindaco di Arpaise la Dott.ssa Filomena Laudato che ha moderato l’incontro. Sono intervenuti, inoltre, il sociologo Dott.Giuseppe Fazio e l’imprenditore Amerigo Porcaro del Consorzio SannioTech. 

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Arpaise, convegno sulla desertificazione demografica

Il convegno si è articolato in due momenti. In un primo momento, sono intervenuti i sindaci dei paesi limitrofi, e il sindaco Laudato, sottolineando come la tematica  della desertificazione tocchi da vicino il tessuto sociale –  politico della vita dei nostri paesini.

Lo spopolamento dei piccoli paesi, secondo gli interventi dei sindaci, deriverebbe dallo spostamento massiccio della popolazione a causa della mancanza di lavoro o per motivi legati allo studio.  Paesi nei quali le morti superano le nascite a  causa di matrimoni contratti in ritardo.

Ma, la colpa dell’ulteriore desertificazione, va rintracciata nelle opportunità, che si presentano e che non vengono colte dai giovani; i quali sembrano non essere interessati e non disposti ad investire e a scommettere su se stessi.  A tal proposito la politica dovrebbe creare le basi per dare risposte lavorative nei nostri territori, affermano i sindaci intervenuti. 

Nonostante ciò, vi sono anche trend positivi, con un aumento della popolazione legato al turismo rurale (pensionati che ritornano nel paese d’orgine) e all’investimento sul mercato immobiliare in zone come Pannarano e S.Leucio e risposte a livello amministrativo per quanto riguarda il mondo del lavoro con la creazione di cooperative e consorzi.

In merito alla questione del lavoro che sembra essere la molla scatenate dello spopolamento dei paesi, il sindaco Laudato nel suo intervento, ha sottolineato la necessità di organizzarsi tra comuni e di favorire una maggior comunicazione tra gli enti, evitando così di far emergere l’individualismo che è la pecca del mezzogiorno. “Un mezzogiorno sempre uguale e peggio di se stesso, sempre in cerca di assistenza, sono pochi quelli che dicono ci provo!, rimbocchiamoci le maniche”, ha affermato il primo cittadino di Arpaise.

Nel secondo momento sono intervenuti il Dott. Fazio e Amerigo Porcaro. Il dott. Fazio, nel suo intervento dal titolo: “Non è un paese per giovani. Non ancora”, ha fatto un excursus degli andamenti demografici dall’unità d’Italia ai nostri giorni  per quanto riguarda il territorio di Arpaise, rapportandolo a quello della Provincia di Benevento e della Campania ed ha sottolineato l’inesistenza di politiche idonee per i giovani.

Per questo motivo i giovani emigrano, quindi l’Italia non è un paese per giovani, perché aumenta la spesa, l’economia non va avanti e l’industria è in regressione.  Fra qualche anno, continua il Dott. Fazio, “il sud sarà interessato da nascite vicine allo zero, ci sarà il cosiddetto deserto umano, scomparirà l’individuo medio e ci sarà anche un crollo culturale”.”Lo sguardo al futuro è triste”, afferma Fazio, ma c’è una speranza, non tutto è perduto rimbocchiamoci le maniche”, perché ci vuole più coraggio a restare che a partire”.

Ultimo ad intervenire è l’imprenditore Porcaro, il quale partendo dalla sua personale esperienza, ha sottolineato l’importanza della collaborazione, dell’unione e della caparbietà per portare avanti un progetto di vita (in questo caso un’azienda). Per ovviare al problema della desertificazione, Porcaro, propone di cambiare la mentalità dei giovani, perchè molti a causa della induzione delle famiglie hanno ancora il mito del “posto fisso”.

I giovani, continua Porcaro, “devono mettersi in discussione e devono avere il coraggio di rischiare e di investire su se stessi, dare la colpa al passato non serve. Bisogna puntare alla valorizzazione del territorio, del turismo rurale e sulla cultura, è facile andare via il problema è restare e combattere”. 

Fonte immagine: la Repubblica.

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