Chiude il Cinema San Marco, prosegue la querelle

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Cinema San Marco

Non si placa la polemica suscitata dalla chiusura del Cinema San Marco. Per il Comune “una scelta sofferta ma ineludibile”. Dura la risposta della Famiglia Iannella. In programma per domani una iniziativa culturale 

 

BENEVENTO – La città di Benevento perde un altro dei suoi storici presidi culturali. Ieri, 15 gennaio, il Cinema Teatro San Marco, situato in via Traiano, ha serrato ufficialmente i battenti. La chiusura della storica sala cinematografica – una questione che ha suscitato sgomento e malumori tra i cittadini beneventani – ha determinato nelle ultime ore un acceso botta e risposta tra il Comune di Benevento, che ha proceduto alla acquisizione dello stabile, e la Famiglia Iannella, che da molti anni gestisce il San Marco su concessione dell’Ente di Palazzo Mosti.

“Si tratta di una scelta sofferta perché comporta la chiusura di una sala di grande tradizione storica e culturale della città ma nello stesso tempo ineludibile poiché l’Ente è da mesi impegnato nell’attuazione del Piano di rientro dei debiti ed è continuamente attenzionato dalla Corte dei Conti per quanto attiene la gestione del patrimonio immobiliare comunale con riferimento alla redditualità dello stesso”.

Cinema San Marco
Pietro Iadanza

Esordisce così, l’Assessore al Patrimonio, Pietro Iadanza, che in una nota diffusa a mezzo stampa ha voluto fare chiarezza sull’annosa ‘querelle’ giudiziaria riguardante le sorti del Cinema San Marco.

“È bene chiarire che la vicenda ebbe inizio nel lontano 1990, chiarisce Iadanza. In quel periodo, l’amministrazione comunale, attraverso la delibera n. 990/90, aveva ottenuto in locazione l’immobile di via Traiano, di cui erano proprietari Giuseppe Faraonio e Ada Parente. Poi aveva provveduto a concederlo in gestione a Salvatore Iannella stipulando con entrambe le parti un contratto novennale. Il patto regolava sia il rapporto con i proprietari del Cinema – in questo caso il Comune era obbligato a versare alla ditta un canone annuo di 126.650.000 lire più Iva – sia il rapporto di concessione in gestione con la ditta Iannella, la quale era obbligata a versare annualmente al Comune il 10% degli incassi netti e non lordi.

Ma il contratto ha durata breve. Il 5 settembre 1996 il Comune di Benevento, con un proprio atto deliberativo, deicide di promuovere un’azione giudiziaria per l’annullamento del documento, la cui scadenza era stata fissata per il 5 giugno 1999.

I motivi per cui l’Ente comunale vuole rescindere prematuramente il contratto sono molteplici. Come chiarisce Iadanza, “La mancanza di altre strutture aveva giustificato l’opportunità di garantire l’utilizzazione del cinema da parte del Comune per la propria attività culturale e di spettacolo. Una necessità che però era stata superata dalla realizzazione di nuove strutture, anche in quegli anni ancora in corso di perfezionamento”.

Inoltre, sebbene rivestisse “carattere di interessa pubblico”, il San Marco costituiva un onere finanziario consistente per il Comune. E “nella situazione deficitaria in cui versava L’Ente non era opportuno assumere un onere tanto consistente per spese non istituzionali”, spiega l’Assessore.

Cinema San MarcoOltre a ciò il Comune aveva riscontrato come “il canone pattuito fosse eccessivamente oneroso rispetto a quello di mercato per immobili aventi la stessa destinazione d’uso”. Infine, si legge nella nota, la ditta Iannella non aveva adempiuto agli obblighi assunti nei confronti dell’Ente, vale a dire al versamento del 10% degli incassi netti.”

La controversia giudiziaria inizia nel 1996 quando Iannella rifiuta di consegnare le chiavi dello stabile. A questo punto la questione, con determina n. 308/99, viene affidata all’Avvocato Pietro Palma. Quest’ultimo riceve “l’incarico di proporre azione giudiziaria nei confronti della ditta Iannella  per la riconsegna dei locali, con contestuale azione di rivalsa  per le somme  che l’Ente fosse stato costretto a pagare per la protrazione dell’occupazione”.

La parola passa allora alla Corte di Appello di Napoli che, con sentenza n. 241/06, accerta la validità del contratto stipulato il 16 giugno del 1990 e la sua durata novennale, ritenendo rinnovato anche il contratto di sublocazione tra il Comune e Salvatore Iannella.

Il Comune attende quindi la scadenza contrattuale, prevista per il 16/06/2008,  e invia “formale disdetta agli eredi di Salvatore Iannella, che però si rifiutavano ancora una volta di rilasciare l’immobile, tanto che si decideva di dare incarico ad un legale per l’avvio dell’azione di sfratto per finita locazione oltre che per il mancato pagamento dell’indennità di gestione del 10% degli incassi netti”. Nella questione interviene anche il Tribunale di Benevento che, con sentenza n. 2068/12 e con sentenza definitiva n. 1138 del 02/07/2013, dichiara “risolto il contratto di locazione” e ordina “il rilascio dell’immobile da parte degli eredi di Salvatore Iannella, i quali hanno presentato ricorso alla Corte di Appello di Napoli che però ha confermato le ragioni del Comune di Benevento e stabilito l’immediato rilascio dell’immobile.”

Cinema San MarcoDi fronte all’inadempienza dei gestori del Cinema Sa Marco, il Comune richiede l’intervento dell’ufficiale giudiziario che fissa lo sgombero per l’8 ottobre 2014. Poi su istanza dei gestori dello stabile, la data viene prorogata al 15 gennaio 2015. Tuttavia, l’ennesimo rifiuto dei Iannella di liberare l’immobile, rende necessario l’intervento delle forze dell’ordine, che ieri hanno messo in atto lo sgombero forzato della sala cinematografica.

“I signori Iannella non hanno mai versato al Comune di Benevento l’indennità annua del 10% degli incassi lordi, se non per qualche annualità sporadica e per importi esigui”, precisa Iadanza, che ha sottolineato come il mancato versamento, alla data del 16 agosto sorso, è stato quantificato in 600.660,5 euro.

Dura la risposta della famiglia Iannella, che  ha pensato di fare chiarezza con una nota diffusa dal proprio legale Ciro Centore. L’Avvocato ha sottolineato come la “liberazione dell’immobile con dettagli e scorci storici dell’iter giudiziario seguito” sia stata condotta dal’Assessore Iadanza “a mò di una memoria e comparsa da Tribunale degna di ben altre orecchie ed occhi.

“L’Assessore o chi per esso, portavoce o semplice scriba dei nostri tempi – prosegue Centore -, non partecipa alla cittadinanza beneventana un fatto e un passaggio rilevante, che è quello secondo cui la vertenza giudiziaria tra l’Amministrazione e la Famiglia Iannella è ancora in corso perché, nei termini di legge, la questione è stata portata innanzi alla Cassazione e questa Magistratura (la sola che si può arrogare il diritto di mettere un punto fermo e chiarire definitivamente le cose, ovvero il torto e la ragione e chi ha torto e chi ha ragione) non ancora si è pronunziata, per cui “il cantar vittoria”, nell’annuncio/proclama del Suo Assessore, e di farlo prima di un verdetto “definitivo e chiarificatore “ è , signor Sindaco, quanto mai triste. Anzi penoso”.

In numerosi punti, Centore mette in evidenza l’immenso patrimonio culturale rappresentato dal Cinema Teatro San Marco, che per decenni ha portato avanti numerose iniziative che hanno fatto la storia culturale di Benevento.

Ed è per questo che l’associazione Lab Banda, la cooperativa sociale Effatà e la Banda del Bukò hanno organizzato per domani 17 gennaio alle 19.00, presso il Cinema Teatro San Marco, una manifestazione per celebrare insieme la cultura della città di Benevento, e chiunque voglia esprimersi con la propria arte sarà libero di farlo.

“Il presidio di sabato non vuole essere un funerale a ciò che è stato e non sarà più né tantomeno l’ennesima passerella cittadina sulla quale esibire esercizi di palestra retorica, ma un’occasione di incontro tra cittadini che prendono una posizione ben precisa e non vogliono partecipare silenziosamente all’impoverimento culturale della propria città, riconoscendo la validità dei luoghi che sono stati e sono tuttora Beni Comuni nel vero senso della parola”.