Intervista a M. Frasca, autore di “Sogno di un amore perduto”



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Sogno di un amore perduto

“Sogno di un amore perduto”, raccolta di poesie di Matteo Frasca, un artista a tutto tondo che abbiamo incontrato per un’intervista

Agli inizi di giugno c’è stata la presentazione della prima opera “Sogno di un amore perduto”, di Matteo Frasca, una raccolta di poesie che hanno accompagnato l’autore in momento molto particolare e difficile della sua vita. Egli si è rifugiato nell’arte, esprimendosi attraverso la danza, il disegno e la scrittura.

Matteo Frasca ci ha concesso un’intervista, che segue, per porgli alcune domande su quanto lo ha portato alla pubblicazione di questa raccolte di poesie.

  • Di cosa parlano le tue poesie?

Le mie poesie sono ricordi di esperienze, negative e positive, scritte più o meno negli ultimi 4 anni. All’inizio le strappavo ma le ricordavo quasi tutte quindi negli ultimi mesi le ho riprese. Sono in ordine e raccontano la mia storia, parlano quindi dei miei problemi e del mio primo amore non corrisposto, che è paragonato alla malattia che, come la malattia, si combatte e si supera.

  • Hai avuto un’ispirazione ben definita che ti ha spinto a scrivere?

No, non c’è stata un’ispirazione ben definita, perché per me scrivere queste poesie era un modo per sfogarmi, per capire e per conoscermi meglio, imprimevo su carta quello che provavo al momento, e che in un primo momento non riuscivo a capire, con il tempo, rileggendo, era come se unissi tanti pezzi di un puzzle.

  • Ricordi il momento in cui hai trovato rifugio nella scrittura?

Sì, ero in clinica. Scrivevo e dopo strappavo i fogli perché per me, rileggere il mio sfogo, era come trovarmi avanti al problema stesso ed ero spaventato. Durante il mio percorso di cura c’è stato un momento in cui ho capito che da quei problemi dovevo farmi forza e non scoraggiarmi.

  • Cosa vuoi comunicare in poche parole con questa opera?

Con quest’opera voglio dire semplicemente che non tutti i mali vengono per nuocere. Dobbiamo farci forza anche dalle esperienze negative e avere il coraggio di affrontarle. Si cade e dalle cadute ci si rialza, più consapevoli e più coscienti di prima.

  • Che legame c’è tra scrittura, disegno e danza?

Sono tutte forme artistiche in cui mi rispecchio. Con ognuna di esse riesco ad esprimermi, riesco a comunicare. I disegni sono la rappresentazione grafica delle poesie e viceversa, le poesie sono la didascalia dei disegni. Sono un mezzo di sfogo immediato, scrivere o disegnare, un mezzo per capire cosa sto provando e catturare un sentimento momentaneo. La danza invece è un modo di comunicare, di descrivere con gesti e movimenti le emozioni, una storia; è un mezzo di espressione, una sorta di linguaggio personale con cui riesco a comunicare con la realtà.

  • Hai intenzione di continuare a scrivere?

Non so se ho intenzione di continuare a scrivere, so sicuramente che ho intenzione di continuare ad esprimermi, in qualsiasi forma artistica in cui riesco a farlo meglio al momento.

  • Quali sono i tuoi progetti futuri?

Per il momento voglio arrivare in uno stato fisico e psicologico di “non-ritorno”, che mi permetta una sorta di incolumità, so che è impossibile ma almeno voglio mettermi al sicuro. Poi voglio riprendere passo dopo passo la mia vita, ricominciare a danzare poco alla volta e a settembre finire il liceo, che ho dovuto lasciare in sospeso e diplomarmi.

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