Mastella presenta i Popolari del Sud, l’ultimo passo del ballo del potere

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Clemente Mastella ci riprova, e concepisce un nuovo soggetto politico, i Popolari del Sud. Il partito dell’ex Guardasigilli sosterrà Caldoro alle prossime Regionali

 

BENEVENTO – Si chiama Popolari del Sud, ed è il nuovo partito di Clemente Mastella. Presentato sabato 17 gennaio a Benevento, l’ennesimo soggetto politico – il quarto, per la precisione – concepito dall’ex Guardasigilli questa volta strizza l’occhio alle frange di destra. Come dichiarato da Mastella nella sede di viale Mellusi – alla presenza della moglie Sandra Lonardo, consigliere regionale, e di Vittorio Fucci, assessore regionale al commercio e all’artigianato -, i Popolari del Sud, in occasione delle prossime elezioni regionali, si presenteranno con una propria lista a sostegno della coalizione di Stefano Caldoro, esponente di Forza Italia e attuale governatore della Campania. E spetterà, invece, al sindaco di Morcone, Costantino Fortunato, ex vice coordinatore vicario di Forza Italia e tra le persone rinviate a giudizio nell’ambito dello scandalo dell’Ente Fiera, a gestire il nascente partito sul territorio sannita.

Mastella, dunque, sterza a destra. Una scelta incoerente e contraddittoria? In realtà, di segnali negli anni ce ne sono stati tanti. Il nuovo partito politico si inserisce nell’ambito di una carriera politica costellata di numerosi traghettamenti da una sponda all’altra del parlamento italiano. Un vero e proprio ballo del potere – per dirla con Franco Battiato – quello messo in scena da Mastella. “Ti muovi sulla destra poi sulla sinistra, resti immobile sul centro, provi a fare un giro su te stesso”, cantava il cantautore siciliano. E come dargli torto. Basta scorrere il dito sul curriculum politico di Mastella e i versi della canzone, pubblicata per la prima volta nel 1998, diventano drammaticamente attuali.

mastellaNato a Ceppaloni, un paese della provincia di Benevento di cui più volte è stato nominato sindaco, Clemente Mastella dà inizio alla sua carriera politica tra le file della DC (Democrazia Cristina). Nel 1994 fonda un partito di ispirazione centrista, il CCD (Centro Cristiano Democratico). Nello stesso anno diventa Ministro del Lavoro del primo governo Berlusconi. Quattro anni più tardi, in seguito alla scissione in seno al CCD, Mastella fonda una nuova fazione politica e si pone a capo dei CDR, i Cristiani Democratici per la Repubblica. Un’esperienza che però dura solo un anno: nel 1999 il politico di Ceppaloni inaugura la sua nuova creatura: l’UDEUR, l’Unione Democratica per la Repubblica, un partito politico che, dichiaratamente di centro, sbanca nel Sannio. Nel 2000, invece, partecipa, insieme a Salvatore Cuffaro, alle nozze di Francesco Campanella, il braccio destro di Bernardo Provenzano.

Alcuni anni dopo, nel 2005, arriva la candidatura alle primarie del centro-sinistra. Sconfitto da Romano Prodi, Mastella firma il programma dell’Unione ed entra a far parte della coalizione capeggiata dal Professore. Tra il 2006 e il 2008, all’interno del secondo governo Prodi, ricopre l’incarico di Ministro della Giustizia. Incarico da cui si dimette a causa dell’inchiesta giudiziaria che, soprannominata Why Not e condotta dal sostituto procuratore  Luigi De Magistris, lo coinvolge insieme alla moglie, Sandra Lonardo, allora Presidente del Consiglio Regionale della Campania. Il leader dell’UDEUR è accusato del reato di abuso di ufficio. Nel gennaio del 2008 Mastella apre la crisi nella coalizione di centro sinistra. Si astiene sul voto di fiducia alla Camera dei Deputati e decreta la fine del governo Prodi. Nel 2009 si riaffaccia sulla scena politica in occasione delle elezioni europee, e lo fa sotto il vessillo dell’UDEUR, ma nello schieramento del Popolo delle Libertà. A giugno viene eletto a Strasburgo con il Pdl.

Gli anni successivi sono caratterizzati da numerosi fallimenti politici: dalla fine dell’UDEUR alla mancata elezione a sindaco di Napoli, fino alla pesante sconfitta in occasione delle ultime Europee. Numerosi anche i grattacapi giudiziari che in questi anni pesano sulla testa della famiglia Mastella. L’annus horribilis è il 2011. Clemente viene rinviato a giudizio, insieme alla moglie Sandra con le accuse di truffa, appropriazione indebita – in merito all’acquisizione di due appartamenti a Roma di proprietà dell’UDEUR e della testata giornalistica “Il Campanile” – e abuso d’ufficio. Nello stesso anno il Gup di Benevento, Flavio Cusani, rinvia a giudizio Mastella per corruzione nell’ambito dell’inchiesta Iside Nova.

E così, proprio come in una quadriglia, politici che alla scorsa tornata elettorale sembravano aver accusato il sapore amaro della sconfitta, ritornato a braccetto per un giro di ballo in una direzione politica ancora da definire.