Il miglior acquisto del Benevento ha un nome ed un cognome: Marco Baroni



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Né Falco, né Cragno, il miglior acquisto del Benevento è Marco Baroni. È il cinquatatreenne tecnico toscano l’uomo in più dei giallorossi.

Marco Baroni, nato a Firenze l’11 settembre del 1963, dopo le stagioni positive al Lanciano ed al Novara, è giunto nel Sannio, con il gravoso compito di sostituire, sulla panchina e nei cuori giallorossi, il Mister della storica promozione in Serie B, Gaetano Auteri.baroni

Compito non dei più facili, dunque, quello che attendeva l’ex difensore del Napoli al momento in cui accettava l’offerta della società giallorossa: l’eredità di Auteri a Benevento non era cosa da poco, non per nulla il tecnico siciliano è stato l’uomo della storica promozione in Serie B, promozione che aspettavamo tutti da ben 89 anni.

Ebbene Marco Baroni, è arrivato a Benevento con grande umiltà, puntando tutto sul lavoro, senza che lo sfiorasse nemmeno per un secondo il pensiero di sostituire, nell’immaginario collettivo, ciò che per i tifosi giallorossi rappresentava e rappresenta tutt’ora Auteri.

Lavoro che alla lunga paga, quante volte abbiamo sentito questa frase fatta, ma mai come in questo caso risponde al vero, perché il lavoro svolto dal tecnico giallorosso sta mostrando tutti i suoi frutti, e non parliamo solo di risultati e di posizione in classifica. Sarebbe molto semplice limitare il lavoro ed i meriti del Mister ai risultati ottenuti perchè in tal senso dovremmo – sarebbe doveroso – dare atto anche alla società che ha messo a disposizione di Baroni un organico di prim’ordine.baroni

Il merito di Baroni sta nel fatto che nonostante abbia cambiato, per scelta o per necessità, più volte l’undici iniziale, chiunque sia sceso in campo ha sempre saputo cosa fare e come muoversi. Una sorta di copione, quello scritto dal Mister, a cui tutti si attengono in maniera scrupolosa ed alla fine i risultati si vedono, eccome se si vedono.

Nel tempo ci sono stati diversi avvicendamenti in formazione, con i vari Pezzi, Camporese, Giampy, Del Pinto che dopo un periodo iniziale di difficoltà,  hanno iniziato ad accumulare minuti in campo, senza mai mostrare il minimo segno di disorientamento: in pratica Baroni, chiunque manda in campo è sicuro che non cambi nulla dal punto di vista tattico, ognuno sa cosa deve fare. Una vera orchestra.

Di solito il reparto che richiede maggior equilibrio è la difesa e, generalmente, gli allenatori sono restii a cambiare i quattro a difesa del loro portiere, invece al Benevento non c’è alcun problema; anzi, ad eccezione di capitan Lucioni a cui Baroni non rinunzia mai, si sono alternati un po’ tutti: il primo avvicendamento si è avuto a sinistra tra Lopez e Pezzi, poi in qualche occasione a destra, con il duo Giampy – Venuti, infine al centro dove Padella, inizialmente preferito a Camporese come partner di Lucioni, ha dovuto lasciar spazio all’ex Fiorentina, che da quando è entrato nell’undici titolare non è più uscito. Tanti cambi non sono facili da digerire se alla base non c’è organizzazione ed un allenatore che sappia trasmettere i propri principi e dettami tattici ai suoi giocatori.

Il culmine si è avuto nella gara contro il Verona dove il Mister si è trovato costretto a schierare subito il neo arrivato Viola, reduce da solo un paio di allenamento coi compagni. L’ex Novara sembrava giocasse da sempre nel Benevento: incredibile.

Ora sperando in qualche recupero dall’infermeria, tutti concentrati per il prossimo concerto della banda Baroni, in programma sabato nel Teatro del Ciro Vigorito.

 

 

 

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