Piano Borea, la discarica dei veleni

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Piano Borea: continua il processo nato da un’indagine della Procura ad opera del pm Antonio Clemente, in aula funzionari dell’Arpac e della Asl

Il processo sulla discarica di Piano Borea, Benevento, continua e, in data 18/03/2016 funzionari dell’Arpac e della Asl sono stati convocati presso il tribunale sannita per essere ascoltati nell’ambito del processo in corso sulla gestione dei rifiuti. I funzionari avevano assistito ai sopralluoghi nella sigillipianoboreadiscarica, effettuati in seguito al sequestro disposto dalla procura nel dicembre del 2012 per effetto delle indagini condotte dal pm Antonio Clemente con l’ausilio della Guardia Forestale, in merito alla gestione dei rifiuti nell’ex discarica. Piano Borea non è l’unica area nel mirino dell’inchiesta che, infatti, comprende anche le due vasche realizzate dal Comune di Benevento nel 2007 per lo stoccaggio dei rifiuti derivati dalla raccolta differenziata. Dal momento in cui le aree furono sottoposte a sequestro giudiziario per consentire la valutazione di impatto ambientale e le indagini sulla mala gestione dei rifiuti, il processo che ancora oggi è in essere vede cinque illustri indagati: il sindaco di Benevento Fausto Pepe a cui viene addebitato di aver adottato ordinanze urgenti al di fuori dei presupposti di legge per autorizzare l’attività di stoccaggio e, inoltre l’accusa secondo la quale non avrebbe fatto rimuovere il percolato presente nel sito provocandone quindi l’assorbimento nel suolo, secondo la stessa accusa di negligenza su la mancata trattazione del percolato nei termini di legge si muove l’accusa verso i vertici del consorzio Bn1: Gerardo Giorgione e Carmine Cossiga; indagati inoltre i vertici dell’Asia, l’azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti nella provincia sannita, parliamo del presidente Lucio Lonardo e del direttore tecnico Massimo Romito.