Post alluvione, come salvare libri e documenti infangati

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Post alluvione, come salvare libri e documenti infangati

Marisa Micco dell’Archivio di Stato spiega alla popolazione sannita come salvare libri e documenti infangati in seguito alla recente alluvione

Nella giornata di oggi, attraverso un post reso noto sul proprio profilo Facebook, Marisa Micco dell’Archivio di Stato di Benevento, ha voluto informare la popolazione sannita su come bisogna fare per salvaguardare libri e documenti rovinati dal fango dell’alluvione. La nostra redazione, per saperne di più al riguardo non ha esitato a contattare la signora Micco, la quale telefonicamente ci ha fornito ulteriori informazioni. “Quella del congelamento, se non vi è la possibilità immediata di chiamare ditte specializzate nel restauro, è una pratica efficace. Per far ciò occorre portare il congelatore a livello più basso di temperatura. Il tutto deve avvenire però, prima che sui documenti compaia la muffa. La congelazione può durare anche un anno, dipende dai casi.

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Post alluvione, come salvare libri e documenti infangati

Termina quando ci si accorge di un miglioramento del danno. Il freddo non rimuove in modo definitivo il problema. Esso blocca la proliferazione delle muffe, evitando l’infragersi della carta, la quale risulta essere materia viva. Una volta scongelata ad esempio la documentazione relativa all’acquisto della casa, viene attivato il restauro. Quest’ultimo può consistere anche in un semplice lavaggio eseguito comunque da ditte specializzate. Le migliori attualmente presenti in Italia sono in Toscana e nel Lazio. Tornando al congelamento questo sistema è stato specializzato per la prima volta in seguito all’alluvione del Piemonte, avvenuta nel 1994, e risulta valido per il risolvere del problema”.