Premio Strega dal 1947 al 2017: la “dozzina” alla settantunesima edizione



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Il Premio Strega è uno dei più importanti premi in Italia con grande fama in Europa e nel mondo. Ad oggi i 12 romanzi semifinalisti dell’edizione 2017

Ogni anno avviene l’assegnazione di uno dei premi letterari più ambiti in Italia all’autore o autrice di un libro pubblicato tra il 1° aprile dell’anno precedente e il 31 marzo dell’anno corrente: il Premio Strega, gestito dalla Fondazione Bellonci dal 1986 e istituito nel 1947 nel salotto letterario di Maria e Goffredo Bellonci a Roma, con il contributo di Guido Alberti -imprenditore, attore e proprietario dell’azienda che produce il Liquore Strega di Benevento-.

Con settant’anni di storia, il primo ad aver ricevuto il Premio Strega nel ’47 fu Ennio Flaiano con Il Tempo di uccidere. Molte opere sono diventate delle colonne portanti per la letteratura italiana contemporanea come Il Gattopardo di Giuseppe Tommasi di Lampedusa, pubblicato nel 1958 da Giorgio Bassani e che vinse nel 1959 il Premio.

Si tratta di un clamoroso caso letterario, ad una prima lettura sembrerebbe un romanzo storico dal taglio ottocentesco e naturalistico, tuttavia l’autore è ben lontano dall’oggettività dei veristi e dall’oggettività del processo storico: l’incombere della morte, il pathos e il pessimismo nichilistico trascinano l’opera nel solco di una sensibilità tutta decadente.

Altra opera fondamentale è Il nome della rosa di Umberto Eco, vincitrice nel 1981. E ancora Cesare Pavese nel 1950 (stesso anno della sua morte) con La bella estate, Alberto Moravia nel 1952 con I racconti, Massimo Bontempelli, Giorgio Bassani, Dino Buzzati, Primo Levi, per citarne alcuni.

Soltanto Paolo Volponi, letterato vicino al mondo industriale, ha vinto due volte il Premio Strega con La macchina mondiale nel 1965, con un contadino marchigiano “filosofo” che elabora un sistema scientifico in cui il mondo appare come una grande macchina col fine di conciliare la realtà naturale e artificiale, e con La strada per Roma nel 1991.

Inoltre solo dieci donne hanno vinto il Premio, da Elsa Morante nel 1957 con L’isola di Arturo, a Natalia Ginzburg (1963), Anna Maria Ortese (1967), Lalla Romano (1969), Fausta Cialene (1976), Maria Bellonci (1986), Mariateresa di Lascia (1995), Dacia Maraini (1999), Margaret Mazzantini (2002) e Melania Gaia Mazzucco (2003).

Ma come funziona la scelta del vincitore? Essa è affidata ad un gruppo di quattrocento uomini colti includendovi anche gli ex vincitori. I componenti della giuria sono chiamati gli Amici della domenica (giorno prescelto per le loro prime riunioni) e ogni candidatura deve essere supportata almeno da due di loro. Originariamente il primo giovedì del mese di luglio veniva effettuata la votazione finale con l’opera vincitrice, nel ninfeo di Villa Giulia a Roma. Ma nel 2016, anno della settantesima edizione, sono state apportate delle modifiche sia alla data (8 luglio), sia al luogo (Auditorium Parco della Musica).

Per quanto riguarda la settantunesima edizione in corso, è stata annunciata la “dozzina” dei romanzi semifinalisti candidati al premio: la “cinquina” dei finalisti si avrà il prossimo 14 giugno. Invece il vincitore, contrariamente dall’anno precedente, sarà annunciato il primo giovedì del mese di luglio (il 6 luglio 2017).

Quest’anno il Comitato direttivo è presieduto, dopo la morte di Tullio De Mauro, dalla scrittrice Melania Mazzucco (ex vincitrice)  e composto da Giuseppe D’Avino, Valeria Della Valle, Ernesto Ferrero, Simonetta Fiori, Alberto Foschini, Paolo Giordano, Gabriele Pedullà, Stefano Petrocchi, Marino Sinibaldi e Giovanni Solimine.

Una grande novità di quest’anno è che il vincitore sarà votato dai 400 Amici della domenica, ma anche con 20 voti collettivi espressi da scuole e università, 200 voti tra studiosi, traduttori e intellettuali stranieri (selezionati da 20 Istituti italiani di cultura all’estero) e italiani, e 15 voti dai circoli di lettura presso le Biblioteche di Roma.

Sono sostanzialmente due i romanzi favoriti: La più amata di Teresa Ciabatti e Le otto montagne di Paolo Cognetti, ma anche Gin tonic a occhi chiusi di Marco Ferrante.

Ecco i 12 romanzi rimasti al Premio Strega 2017:

“La stanza profonda” (Laterza) di Vanni Santoni

“La più amata” (Mondadori) di Teresa Ciabatti

“Gin tonic a occhi chiusi” (Giunti) di Marco Ferrante

“È giusto obbedire alla notte” (Ponte alle Grazie) di Matteo Nucci

“Le otto montagne” (Einaudi) di Paolo Cognetti

“Amici per paura” (Sem) di Ferruccio Parazzoli

“Il senso della lotta” (Fandango Libri) di Nicola Ravera Rafele

“La compagnia delle anime finte” (Neri Pozza) di Wanda Marasco

“Le notti blu” (Giulio Perrone Editore) di Chiara Marchelli.

“Malaparte. Morte come me” (Baldini & Castoldi) di Monaldi & Storti

“Un’educazione milanese” (Manni) di Alberto Rollo

“Le cento vite di Nemesio” (edizioni e/o) di Marco Rossari

 

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