Questione “Porte Sigillate”, riaperta la stanza di Gabriele Corona

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Riaperta la porta della stanza di Gabriele Corona, ma ancora non si spiega il sequestro per 70 giorni

L’ Ufficio Stampa C.UB. CAMPANIA ha diffuso la seguente nota in merito alle questione ormai denominata “porte sigillate”:

“Ieri, 9 febbraio, Gabriele Corona, dipendente del Comune di Benevento, trasferito per la falsa rotazione anticorruzione dal Settore Territorio e Ambiente alla Polizia Locale, ha potuto finalmente accedere alla stanza occupata fino al 29 novembre scorso, per redigere il verbale di consegna degli atti e ritirare i documenti personali.

L’assessore all’Urbanistica, Antonio Reale, lo scorso 25 gennaio, rispondendo ad una interrogazione dei consiglieri Pepe, Sguera Vicenzo, Aversano e Sguera Nicola, ha dichiarato che Corona e il suo collega Luigi Panella sono stati trasferiti insieme ad altri alla task force presso il Settore Tributi, per rispettare una norma nazionale anticorruzione che prevede la rotazione degli impiegati che lavorano nello stesso ufficio da 5 anni.

In realtà al settore urbanistica vi sono dipendenti che svolgono la stessa funzione da oltre dieci anni ma non sono stati trasferiti.

Solo Corona, presidente dell’associazione Altrabenevento contro il malaffare, e Panella, capo dell’Ufficio Vigilanza Edilizia che ha denunciato molti abusi, sono stati deportati senza alcun riferimento alla task force dei Tributi.

Infatti il primo è stato assegnato alla Polizia Municipale e il secondo al Settore Attività Produttive perché, evidentemente, non devono assistere alle prossime grandi manovre del “partito del mattone”.

L’assessore Reale dichiara inoltre, che la stanza assegnata a Corona il 30 novembre fu aperta forzando la serratura e poi subito richiusa con i sigilli dal dirigente Luigi Basile perché il dipendente quella mattina, nonostante fosse stato convocato, non si era presentato per fare le consegne ad un altro dipendente.

Ma anche in questo caso Reale sbaglia!

Corona il 29 novembCaso Ristoròre, alla fine del turno di lavoro, aveva concordato con il dirigente Basile, alla presenza di testimoni, che il giorno dopo avrebbe preso servizio al settore Polizia locale e poi, in tarda mattinata, sarebbe andato all’Urbanistica per il verbale di consegna degli atti.

Invece il dirigente, la mattina dopo, senza aspettare Corona, ordinò agli operai e ai vigili urbani di forzare la porta chiusa a chiave come accadeva da diversi anni per la presenza delle Polizze assicurative.

Basile avrebbe potuto chiedere le chiavi al coordinatore dell’Ufficio ed invece ha fatto forzare e ancora non spiega perché.

Che cosa cercava? Che cosa ha trovato? Che cosa non ha trovato?

Sta di fatto che quando dopo pochi minuti arrivò Corona, all’ora stabilita, Basile si rifiutò di consentirgli l’accesso a quella stanza dove erano stati apposti i cartelli di divieto con i timbri e le firme dei Vigili Urbani.

L’assessore Reale sa che le cose sono andate così perché era presente!

Corona ha poi ricevuto una convocazione dopo qualche giorno dalla data fissata per la consegna degli atti e poi una nuova lettera “anonima e senza testo”, datata 22 dicembre, ma senza alcuna convocazione.

Il 30 dicembre, il dipendente comunale, nonostante fosse in ferie fuori città, aveva accolto l’invito di alcuni colleghi ad effettuare un sopralluogo alla stanza “sequestrata” invasa dall’acqua per un guasto all’impianto di riscaldamento, ma Basile non fu altrettanto disponibile.

Ieri, finalmente, Corona è stato autorizzato dal nuovo dirigente del settore Territorio e Ambiente, Maurizio Perlingieri, ad accedere all’ufficio per redigere il verbale di consegna degli atti e ritirare gli effetti e i documenti personali.

Perlingieri ha anche fornito la copia integrale della lettera “riservata” del 22 dicembre, quella pervenuta senza firma e senza testo, che effettivamente è stata inviata dal dirigente Basile e contiene affermazioni davvero sorprendenti.

Infatti, dopo aver “contestato punto per punto, con fermezza granitica, le asserzioni di Gabriele Corona” cioè la ricostruzione dei fatti realmente accaduti, Basile non smentisce alcunché.

Infatti non scrive di aver fatto forzare la porta perché Corona non si era presentato, come dichiara l’assessore Reale addirittura in consiglio comunale, ma semplicemente spiega di averlo fatto perché l’aveva trovata chiusa.

Quindi aggiunge che dopo l’apertura la fece subito richiudere con l’apposizione di sigilli, ma non spiega perché.

Basile inoltre contesta che il dipendente possa tenere in ufficio qualche documento personale (addirittura si riserva provvedimenti disciplinari) ma poi sostiene che la chiusura con i sigilli di quella stanza ha garantito in primis, il dipendente Corona e i suoi documenti personali.

Insomma, che ha trovato Basile in quella stanza di tanto grave per decidere di richiuderla subito con tanto di sigilli?

E’ possibile che in questo Ente un dirigente pagato 100.000 euro per gestire gli uffici e il personale con efficacia, efficienza, imparzialità, trasparenza ed economicità in tempo di dissesto, possa impegnare il suo tempo e quello di operai e vigili urbani per forzare serrature, entrare in un ufficio sbirciare un po’ e subito dopo richiudere; impedire il verbale di consegna degli atti e poi inviare convocazioni anonime e senza testo; lasciare marcire la stanza nell’acqua e continuare a non dare conto del proprio operato?

E può un assessore in consiglio comunale ricostruire i fatti in modo sbagliato?

Questa è la buona amministrazione del sindaco Mastella ?