Rione Ferrovia: gioco d’azzardo e prostituzione, due facce della stessa medaglia

0
rione

Da un lato c’è il Sindaco della città che inaugura un centro scommesse, dall’altro i cittadini che si ribellano al giro di prostituzione nel rione. Tutti dimenticano i morti dello Stato e quelli della Camorra.

Al Rione Ferrovia omicidio di Stato o “morti ammazzati” non fa più differenza, se da un lato c’è il Sindaco di Benevento che inaugura un centro scommesse e dall’altro, ci sono cittadini indignati per la presenza di giovani ragazze costrette a prostituirsi per mano di organizzazioni criminali.

Notizie nazionali, riportano le innumerevoli vicende di persone affette da ludopatia, che si sono indebitate fino al collo per il gioco d’azzardo legalizzato dallo Stato italiano, che non riuscendo più a coprire i debiti accumulati non vedono altra via se non quella del suicidio.

rioneNotizie sempre nazionali, ma anche locali, riportano scene in cui delle giovani ragazze, sono costrette a prostituirsi, per volere di associazioni criminali come la camorra. Questa volta nella città di Benevento basta rievocare il ricordo di quella giovane donna nigeriana, trovata morta nei pressi del Rione Ferrovia, uccisa da cinque colpi di pistola.

In quell’occasione alla fiaccolata organizzata, non mancarono di certo le istituzioni locali, le associazioni ed i cittadini, quest’ultimi probabilmente sono gli stessi che oggi scendono in strada con banchetti per far firmare petizioni per “cacciare” via dal Rione queste ragazze.

La Caritas diocesana di Benevento ogni giorno combatte questi fenomeni sociali, sopratutto nell’ultimo periodo sta emergendo e sta prendendo piedi la loro campagna #noslot, contro il gioco d’azzardo. Ed è per questo motivo che abbiamo intervistato la Caritas, che ha risposto alle nostre domande, sia riguardo il vizio del gioco, sia riguardo il fenomeno della prostituzione.

Il problema del gioco d’azzardo, è un tema che sta molto a cuore a voi della CARITAS di Benevento, che appello si può fare ai commercianti che all’interno dei loro locali hanno queste “macchinette mangia soldi”? Che aiuti offrite a persone affette da ludopatia?

La Caritas Diocesana di Benevento, attraverso il Centro d’Ascolto, raccoglie quotidianamente le storie drammatiche di famiglie sul lastrico a causa del gioco d’azzardo. Per questo motivo è nata la campagna #noslot#noazzardo con cui invitiamo gli esercenti a rinunciare a installare nei loro esercizi slot machine e a vendere gratta e vinci. Il numero dei commercianti che decidono di uscire allo scoperto è aumentato in questi mesi: ci auguriamo che il loro esempio sia il volano di un’economia diversa e che si diffonda in tutte le categorie una cultura di contrasto al gioco d’azzardo.

Che effetto vi ha fatto vedere il primo cittadino di Benevento tagliare il nastro per l’inaugurazione di un nuovo centro scommesse e sala slot al Rione Ferrovia? Cosa sentite di dirgli a Clemente Mastella?

In questo momento i veri antagonisti della diffusione del gioco d’azzardo sono proprio quei sindaci che utilizzando le normative a loro disposizione si impegnano a fermare l’epidemia . Ci auguriamo che anche il sindaco di Benevento avvii al più presto una politica municipale di contrasto al gioco d’azzardo, un’azione amministrativa che certamente aiuterà la cittadinanza e le famiglie a sentirsi più protette ed ascoltate.rione

Rimanendo sempre al Rione Ferrovia, in questi giorni molti cittadini si sono attivati nel raccogliere firme per cacciare via delle giovani ragazze che si prostituiscono, voi cosa ne pensate a riguardo? Che aiuti offrite a queste ragazze che sono costrette a prostituirsi?

Le donne che si prostituiscono sono le prime vittime della prostituzione. È loro che bisogna aiutare. La Caritas Diocesana di Benevento ha attivo, presso la Cittadella della Carità “Evangelii Gaudium” in via San Pasquale, uno Sportello Ascolto Donna “Felicia Bartolotta Impastato” aperto tutti i tutti i giovedì pomeriggio dalle ore 15:00 alle ore 18:00. Sicuramente saremmo pronti ad accogliere e ad assistere chi decide di sottrarsi a questa schiavitù. Umana comprensione per i cittadini che desiderano una maggiore sicurezza nel loro quartiere, ma a loro diciamo: tendete una mano a queste donne, mostrate loro a chi possono rivolgersi: centri ad hoc, forze dell’ordine, per salvarsi dalla prostituzione.

Il fenomeno è di tipo sociale, e la società è fatta da uomini e donne, ma non siamo tutti uguali. Ci sono persone che non si girano dall’altra parte e che cercano di contrastare questi fatti – la Caritas Diocesana di Benevento attraverso le sue iniziative fa di sicuro parte di quella fetta di società sana e giusta – e poi ci sono i moralisti “della domenica” che sempre più spesso preferiscono chiudere gli occhi e fingersi dispiaciuti all’occorrenza.

Ma fingersi dispiaciuti o anche dispiacersi davvero non basta. Qualcuno diceva che bisogna essere il cambiamento che si vuol vedere nel mondo. Stando al caso: se ci piace questa società qui, fatto di “purtroppo così va il mondo”, perbenismo e ipocrisia allora siamo nella giusta direzione. Ma se non è questa la società che sogniamo; se non è questa la realtà che vogliamo lasciare in eredità ai nostri figli e alle nostre figlie; allora bisogna avere il coraggio di essere il cambiamento, non il commento.

“Per quanto voi vi crediate assolti siete per sempre coinvolti”