Un SI per dire no alle trivellazioni

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Il 17 aprile i cittadini italiani di 9 regioni sono chiamati a rispondere al referendum sulle trivellazioni petrolifere in mare

I cittadini di 9 regioni italiane: Basilicata, Campania, Liguria, Calabria, Puglia estrazioni petrolifere in mare ,secondo la norma comparsa nello Sblocca Italia del novembre 2014 che concederebbe alle multinazionali del petrolio, la possibilità di ricerca ed estrazione di idrocarburi nelle 12 miglia costiere; la cittadinanza è convocata pertanto ad esprimersi sul recepimento o contrarietà a tale disposizione.Per esprimersi contro bisogna scegliere il Si. Dopo la decisione presa in maniera congiunta dalle regioni di portare avanti la battaglia contro le estrazioni petrolifere, i consigli regionali sono riusciti ad ottenere il referendum. La decisione contraria all’articolo comparso nello Sblocca Italia in cui si dava il via libera a nuove ricerche di idrocarburi voleva accorpare il referendum alle elezioni amministrative prossime, cioè a giugno, ma il governo, che osteggia da tempo questa scelta referendaria, ha deciso di anticipare di molto il voto, appunto previsto per il 17 aprile, scelta che comporta oltre al poco tempo a disposizione di associazioni ed organizzazioni ambientaliste di fare informazione a favore del SI contro la disposizione governativa, notevoli costi della macchina organizzativa pubblica, si parla infatti di circa 360 milioni di euro che potevano essere risparmiati accorpando il referendum alle comunali di giugno. Comunque, nonostante tutto, l’attività di informazione e diffusione dei dati e delle opinioni contrarie delle organizzazioni arrivano a pioggia, anche nel nostro Sannio. La Confederazione Agricoltori Italiani di Benevento ha già annunciato attraverso il suo segretario Raffaele Amore di sostenere la campagna referendaria a favore del SI all’abrogazione e, ribadire l’esigenza di una politica energetica sempre più orientata alle energie sostenibili.Negli ultimi anni – sostiene Amore – abbiamo investito in processi innovativi nei vari settori per rendere i nostri territori competitivi – tornare alle fonti fossili vorrebbe dire non essere coerenti con le politiche portate avanti sino ad ora: di riduzione dell’inquinamento e di attenzione ai cambiamenti climatici. Ad esprimersi in merito anche Emilia Fergola, di Fare Verde Sannio che in una sua dichiarazione ha detto: “Fare Verde Sannio, invita a votare SI al Referendum perché è l’occasione giusta per sensibilizzare i cittadini. Non solo per dire NO alle trivellazioni (anche entro le 12 miglia), ma soprattutto per dare una direzione energetica al nostro Paese che non può certamf3_0_anche-a-cremona-si-parte-referendum-17-aprile-vota-si-per-fermare-le-trivelleente essere quella fossile, basata sul petrolio. Energia rinnovabile e riduzione dei consumi per lasciare un ambiente più sano alle generazioni future. Fare Verde, che ha aderito al Comitato nazionale <Vota SI> per fermare le trivelle, sarà impegnata in questa campagna referendaria per dare voce a chi non può difendersi da solo. Al Referendum del 17 Aprile, inviteremo i cittadini a votare SI, perché vogliamo che il nostro Paese prenda con decisione la strada che ci porterà fuori dalle vecchie fonti fossili, innovi il nostro sistema produttivo, combatta con coerenza l’inquinamento e la febbre del Pianeta”.

Il mondo chiede aiuto e sta a noi cittadini offrire ora e per sempre le soluzioni che sono necessarie, in una direzione ecologica e solidale verso l’ambiente.