Strega Alberti: Storia, Cultura e Leggenda di un liquore sannita nel Mondo



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Dici Benevento, dici Liquore Strega. Dal 1860 il noto liquore made in Benevento è il documento di riconoscimento che la città mostra al mondo intero. Con la rubrica di oggi andiamo a scoprire la storia, la leggenda e  la cultura che sono dietro e dentro questo prezioso liquore.

STORIA E LEGGENDA DI UN LIQUORE UNICO AL MONDO (a cura di Mario Martino)

Era il 1860, i fuochi liberali da un lato e il conservatorismo dall’altro dividevano un’Italia che solo un anno dopo si sarebbe unita tra conquiste ideologiche e massacri. Il meridione d’Italia viveva uno dei periodi più bui dell’età moderna; un periodo in cui la crisi economica si abbatté con veemenza su un settore del lavoro già martoriato in cui contadini e latifondisti non vivevano ma sopravvivevano. L’industria ? Una realtà quasi sconosciuta! E’ proprio in questo anno ed in questo difficile contesto che, a Benevento, si realizza un isolato miracolo economico ed industriale: il liquore Strega.

Strega

Infatti, la prima bottiglia di liquore Strega fu prodotta, dalla Strega Alberti sorta lo stesso anno nella sua storica sede, estesa per una superficie di 30.000 mq, nei pressi della stazione ferroviaria di Benevento.

 

Questa nuova invenzione liquoristica e commerciale evocava un’antica leggenda legata alla città di Benevento: la nota leggenda delle streghe. Secondo l’antica leggenda la città era antica sede di riti stregoneschi nonché ritrovo delle streghe. Si raccontava che streghe e stregoni provenienti da tutto il mondo, si riunissero di notte intorno ad un noce magico, e che avessero ideato una pozione magica che univa per sempre le coppie che la bevevano.

Col tempo, il suo tipico colore giallo, il suo sapore praticamente inimitabile ed una ricetta studiata alla perfezione, renderanno il Liquore Strega un prodotto unico nel suo genere ed assolutamente naturale. Il liquore è infatti ottenuto dalla distillazione di circa 70 erbe e spezie provenienti da ogni parte del mondo tra cui possiamo citare: la cannella di Ceylon, l’Iride Fiorentino, il ginepro dell’Appennino italiano e sopratutto la menta del Sannio, che cresce spontaneamente lungo i fiumi della regione.

Il suo caratteristico colore giallo deriva dall’aggiunta del prezioso zafferano al distillato di erbe aromatiche.
Stagionato per un lungo periodo in tini di rovere per ottenere una perfetta sintesi di tanti differenti aromi, dal prodotto in lavorazione si ottiene un distillato dalla gradazione di 40%vol. Dopo questa attenta e meticolosa stagionatura, il liquore viene imbottigliato e pronto a conquistare ogni angolo del mondo.

Tuttavia, la ricetta per la produzione dello Strega è segreta. Infatti gli operai che poi preparano materialmente la miscela conoscono solo i quantitativi degli ingredienti numerati, ma non ne conoscono la natura. Inoltre, ci sono alcuni ingredienti che vengono conservati sotto chiave.

Attualmente l’Azienda Strega Alberti, grazie alla produzione del noto liquore ma anche di prodotti semilavorati per pasticcerie e vari dolci, rappresenta uno dei migliori esempi di “modello industriale” tradizionale presente nell’Italia meridionale. La proprietà e la gestione dell’Azienda sono tuttora nelle mani della famiglia Alberti che ha saputo, nel tempo, conciliare l’abilità artigiana al progresso tecnologico.

Il Liquore Strega, insieme agli altri prodotti Alberti, è ampiamente diffuso sul territorio nazionale e sul mercato globale. I prodotti Alberti sono presenti in 50 Paesi nel mondo tra cui USA, Argentina, Messico e Australia oltre naturalmente i Paesi della Comunità Europea. 

 

LIQUORE STREGA: IL LIQUORE “CHE STREGA LE PAROLE” (a cura di Giorgia Zoino)

E’ possibile rintracciare il suggestivo Liquore Strega anche in ambito cinematografico, letterario e musicale. Molti sono stati i registi che hanno usato l’eleganza del liquore nel grande cinema del ‘900:  ne La Ciociara (1960), e in Ieri, Oggi e Domani (1963) di Vittorio De Sica, in Ossessione (1943) di Luchino Visconti (https://www.youtube.com/watch?v=yKYt5c2RbkI), in Pane e Tulipani (2000) di Soldini, ne Il Ratto delle Sabine (1945) di Mario Bonnard con Totò,  e in Fantozzi in Paradiso (1993) con Paolo Villaggio.

Ancora nel film Cinque poveri in automobile (1952) diretto da Mario Mattoli con Eduardo De Filippo, in cui lo stesso attore in un bar ordina un liquore costoso: (https://www.youtube.com/watch?v=vbGvAbNvmSY), e in Kitty Foyle (1940) di Sam Wood (https://www.youtube.com/watch?v=1BjaFy0ztCM): “Dicono che se due persone lo bevono insieme, lo berranno sempre insieme”.

Dennis Morgan e Ginger Rogers in “Kitty Foyle”

Ulteriore apparizione del Liquore è nel film Made – Due imbroglioni a New York (2001) diretto da Jon Favreau e interpretato da Favreau e Vince Vaughn.

Per quanto riguarda il settore letterario e musicale, i riferimenti al Liquore Strega sono evidenti, ad esempio, nella canzone Con una rosa di Vinicio Capossela (https://www.youtube.com/watch?v=1OTo_uwElCU), nell’album Canzoni a manovella, in cui viene presentato “come il liquore che strega le parole”.

Inoltre appare ancora nel romanzo Il padrino di Mario Puzo, uscito nel 1969, che tratta la storia di una famiglia di origini italiane, ma appartenente alla Mafia e nel romanzo Fiesta di Ernest Hemingway, primo suo romanzo  pubblicato a New York nel 1926, in cui l’autore statunitense tocca i temi dell’amore, della virilità, e del rapporto dell’uomo con la natura.

Anche la pubblicità fu importante  in ambito commerciale. Di fatti si parla di grafici pubblicitari noti nel ‘900 come Marcello Dudovich (21 marzo 1878, Trieste – 31 marzo 1962, Milano) con le sue donne sinuose, eleganti, impeccabili, libere nei movimenti e assolutamente sicure,  in stile Art Nouveau e Fortunato Depero (Fondo, 30 marzo 1892 – Rovereto, 29 novembre 1960)  rappresentante del cosiddetto “secondo futurismo”.

 

Inoltre l’azienda Strega è sempre stata attenta alla pubblicità e a sperimentarsi nei nuovi media, come negli spot televisivi assolutamente originali nei primissimi “caroselli”. Ad esempio il carosello degli anni ’60 con l’attrice Sylva Koscina con: “Il primo sorso affascina, il secondo strega” (https://www.youtube.com/watch?v=NJa0RzS9k6A), e ancora in un altro spot: “Un equivoco si spiega sorseggiando un po’ di Strega” (https://www.youtube.com/watch?v=L8rNFlhTgg4).

Frame Carosello Strega con Sylva Koscina
Poster pubblicitario del 1951

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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