Studenti privati del diritto allo studio, la denuncia di Adisu Benevento

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diritto allo studio

Sono circa 620 gli studenti meritevoli dell’Università di Benevento privati del diritto allo studio a causa della burocrazia della regione Campania. Lo ha comunicato Daniele Cutolo, presidente dell’Adisu Benevento

“Idoneo ma non concessa”. Spesso in Italia la carriera universitaria di alcuni studenti meritevoli di borsa di studio ha inizio con questa frase lapidaria. Poche parole che pesano come un macigno e vanno a ledere il diritto allo studio tutelato dall’art. 34 comma 3 della Costituzione del nostro Paese.

“I capaci ed i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso”, recita l’articolo in questione della Legge fondamentale.

borse di studioTuttavia, numerose aziende regionali, che provvedono – tramite bando di concorso pubblico – all’erogazione di benefici e sussidi sulla base del reddito e del merito, ogni anno sono costrette a pubblicare, nelle apposite sezioni, graduatorie avvilenti e umilianti.

Una situazione paradossale, dunque, che non risparmia neppure la città di Benevento. Nel capoluogo sannita sono 620 gli studenti universitari che, sebbene assegnatari di borsa, vengono privati del diritto allo studio a causa della burocrazia ingolfata in regione Campania. La denuncia arriva su controcampus.it da Daniele Cutolo, il presidente dell’Adisu Benevento, l’Azienda per il Diritto allo Studio Universitario.

“Ci troviamo costretti a rivolgere un appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che nel suo discorso d’insediamento ha citato tra i diritti fondamentali quello allo studio, perché in Campania il danno che si consuma a centinaia di studenti bisognosi e meritevoli rischia di perdersi tra procedure kafkiane e di consumarsi nel silenzio delle istituzioni”, ha dichiarato Cutolo.

A Benevento da oltre tre anni l’Ente regionale non versa le risorse già stanziate, determinando un forte incremento del numero di giovani che rinunciano agli studi. L’Università di Benevento ha accumulato un credito di circa 1,5 milioni di euro nei confronti della regione Campania, che invece incassa circa 1 milione di euro dagli studenti in tasse universitarie.

borse di studio“L’Adisu Benevento – ha chiarito Cutolo –  è l’unica azienda per il diritto allo studio in Italia ad aver chiesto un decreto ingiuntivo nei confronti della sua Regione pur di riuscire a garantire ai suoi studenti un diritto fondamentale come quello allo studio. Nulla riesce a scalfire il muro di gomma della burocrazia della Regione Campania. Eppure una soluzione esiste: chiedere al Presidente della Regione di utilizzare le risorse del Fondo Sociale Europeo che prevede uno specifico intervento a sostegno dell’istruzione universitaria con lo strumento delle borse di studio a favore degli studenti meritevoli. Non troviamo altra strada se non quella di chiamare in causa la prima carica dello Stato, speranzosi di un intervento risolutore, con la forza della sua pressione morale. A lui andranno i ringraziamenti non solo nostri ma specialmente di centinaia di studenti e delle loro famiglie”.